Le prime settimane con un neonato sono preziose e sfiancanti nella stessa misura, e quanto tempo puoi stare a casa — con quale stipendio — le influenza più di quasi ogni altra cosa. In Italia ci sono diversi tipi di congedo che si incastrano tra loro, gestiti e pagati dall’INPS, e gli importi e le regole vengono aggiornati spesso. Prendi quindi questa come una mappa in parole semplici, non come l’ultima parola: i dettagli aggiornati confermali sempre sul sito dell’INPS o con il tuo datore di lavoro.

Il congedo di maternità per la mamma

Se sei una lavoratrice dipendente, il congedo di maternità obbligatorio dura 5 mesi: di solito 2 mesi prima della data presunta del parto e 3 dopo la nascita. Puoi anche scegliere la flessibilità — 1 mese prima e 4 dopo, oppure restare al lavoro fino al parto e prenderti tutti i 5 mesi dopo — ma in questi casi serve un certificato medico che attesti che non ci sono rischi per te e per la gravidanza.

Durante il congedo l’INPS ti versa un’indennità pari all’80% della retribuzione media giornaliera. Molti contratti collettivi prevedono che il datore di lavoro integri la differenza fino al 100%: controlla cosa dice il tuo. Se non sei una dipendente — per esempio sei autonoma o libera professionista — hai comunque diritto a un’indennità di maternità, con regole proprie.

Il congedo per il papà o l’altro genitore

Il padre lavoratore dipendente ha diritto al congedo di paternità obbligatorio: 10 giorni lavorativi (che diventano 20 in caso di parto gemellare o plurimo), pagati al 100%. Puoi usarli dai due mesi prima della data presunta del parto fino ai cinque mesi dopo la nascita, anche non consecutivi, ma non frazionati in ore.

È un diritto autonomo: spetta a te a prescindere, anche se la mamma è in maternità nello stesso periodo. Visto che i giorni sono pochi, vale la pena decidere in anticipo quando ti servono di più — spesso i primissimi giorni a casa dopo la dimissione.

Il congedo parentale facoltativo

Il congedo parentale è l’opzione flessibile, da usare dopo la maternità e la paternità e fino ai 14 anni del bambino. Spetta a entrambi i genitori: ciascuno può prenderne fino a 6 mesi, con un tetto di coppia di 10 mesi (che salgono a 11 se il papà ne usa almeno 3).

Quello che cambia di più è quanto ti viene pagato. In tutto la coppia ha 9 mesi indennizzati dall’INPS: i primi 3 mesi all’80% della retribuzione (un mese a testa non cedibile, più un mese da dividere come volete) se usati entro i 6 anni del bambino; i mesi successivi di norma al 30%. Potete alternarvi o stare a casa insieme nelle settimane più dure: la domanda va presentata in anticipo, prima di ogni periodo.

Una mappa veloce

CongedoA grandi linee, chi e quanto
MaternitàMamma, 5 mesi, indennità 80%
Paternità obbligatorioPapà/2° genitore, 10 giorni al 100%
Parentale facoltativoEntrambi, fino a 10–11 mesi (9 indennizzati)
Indennità autonomeSe non sei dipendente

Qualche consiglio pratico

In breve

Il tempo a casa dopo la nascita non è un lusso: è così che ti rimetti, dai da mangiare e crei il legame nelle settimane che chiedono di più, e dividerlo in coppia alleggerisce tutti. Sbriga la burocrazia in anticipo, così non ti pesa addosso durante le prime settimane vere e proprie, proteggi il tempo per il tuo recupero e il tuo benessere e — se siete in due — decidete insieme come spartirvi i giorni e il carico che arriva con loro.

Queste sono informazioni generali, non una consulenza legale o fiscale. Tipi di congedo, importi, requisiti e scadenze cambiano e dipendono dalla tua situazione: verifica sempre le regole aggiornate sull’INPS e con il tuo datore di lavoro.