Un neonato può sembrare del tutto indifeso, eppure arriva al mondo molto più capace di quanto dimostri. Riconosce già la tua voce, cerca d’istinto il tuo viso ed è dotato di una serie di riflessi sorprendenti. Le prime settimane non sono solo sopravvivenza: sono anche l’inizio della conoscenza di una piccola persona straordinaria. Ecco cosa sa già fare il tuo bambino e come i gesti di tutti i giorni lo aiutano a crescere.
Cosa vede, sente e percepisce
I sensi del neonato sono regolati su una cosa più di ogni altra: te.
- Vista: mette a fuoco meglio a circa 20–30 cm, quasi esattamente la distanza del tuo viso mentre lo allatti, ed è attratto dai volti e dai contrasti netti più che dai dettagli fini o dalle tinte tenui. La vista si affina rapidamente nei primi mesi.
- Udito: già buono e familiare. Ha sentito la tua voce nella pancia e ne è rassicurato. I rumori forti e improvvisi possono farlo sobbalzare.
- Olfatto e gusto: acuti fin dalla nascita. Il bambino riconosce presto il tuo odore e preferisce il dolce (come il latte) all’amaro.
- Tatto: forse il più potente di tutti. Il contatto pelle a pelle regola la sua temperatura, il battito e lo stress, ed è per questo che stare in braccio lo calma così a fondo.
I riflessi che noterai
I neonati nascono con una serie di movimenti automatici: un segno normale di un sistema nervoso sano. Quasi tutti scompaiono nei primi mesi, man mano che subentra il movimento volontario.
| Riflesso | Cosa vedrai | A cosa serve |
|---|---|---|
| Ricerca | Gira la testa se gli sfiori la guancia | Trovare il seno o il biberon |
| Suzione | Succhia ciò che gli tocca il palato | Mangiare |
| Prensione | Stringe le dita attorno alle tue | Una presa precoce |
| Moro (soprassalto) | Spalanca le braccia e poi le richiude a un rumore o a una sensazione di caduta | Una reazione di allarme primitiva |
| Marcia automatica | ”Cammina” se lo tieni in piedi su una superficie | Primi schemi motori |
Il tummy time
Il tummy time da sveglio e sorvegliato è il completamento del “a pancia in su per dormire”: mentre ogni sonno avviene sulla schiena, il gioco a pancia in giù da sveglio sviluppa la forza di collo, spalle e schiena che servirà al bambino per sollevare la testa, rotolare e poi stare seduto, e aiuta a prevenire la zona piatta dietro la nuca. Inizia con pochi minuti, più volte al giorno, fin da subito, e aumenta gradualmente. Se all’inizio lo detesta, va benissimo anche tenerlo sdraiato sul tuo petto.
Ogni coccola fa bene al suo cervello
In queste settimane il “gioco” più importante per il tuo bambino sei tu. Parlargli, cantargli, fargli le smorfie e rispondere ai suoi segnali nutrono un cervello che ora cresce più in fretta di quanto farà mai più. Lui comunica nell’unico modo che conosce, con il pianto e piccoli segnali, e rispondergli gli insegna che il mondo è sicuro e che viene capito. Davvero non puoi viziare un neonato a forza di coccole: rispondere costruisce sicurezza, non cattive abitudini.
Quando parlarne
Lo sviluppo viene seguito con dolcezza durante i bilanci di salute, il momento naturale per sollevare qualsiasi dubbio. Vale la pena accennarlo se il bambino ti sembra molto molle o molto rigido, se non sobbalza ai rumori forti o non reagisce alla luce, se noti una marcata differenza tra i due lati del corpo o se gira sempre la testa solo da un lato. I bambini variano moltissimo nei loro tempi, quindi si tratta di segnalare, non di misurarsi su una tabella.
In breve
Dietro quell’aria assonnata e raggomitolata c’è un bambino che già guarda il tuo viso, riconosce la tua voce e impara ogni volta che lo prendi in braccio e gli parli. Non servono schede colorate né gadget: bastano il tuo viso, la tua voce, un po’ di tummy time e tanto contatto. Lo sviluppo si prende cura di sé; il tuo compito è soprattutto esserci, che è esattamente ciò che ti chiede già il resto delle prime settimane.
Queste sono informazioni generali, non un parere medico. I bambini si sviluppano ognuno con i propri tempi e le indicazioni possono variare: segui i consigli del tuo pediatra durante i controlli di routine e parla di ogni preoccupazione con chi conosce il tuo bambino.